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	<title>Comments on: Timeo Danaos et dona ferentes</title>
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		<title>By: Maurizio Chatel</title>
		<link>http://chatel.bibienne.net/2009/02/23/timeo-danaos-et-dona-ferentes/comment-page-1/#comment-5</link>
		<dc:creator>Maurizio Chatel</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 21:57:07 +0000</pubDate>
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		<description>Cara collega, devi avere pazienza... mi sono lasciato trasportare dall&#039;ira, cosa che in un blog può anche starci, ma che naturalmente si presta ad equivoci poco simpatici. Naturalmente ho anch&#039;io ragazzi che devono alla scuola quello che sanno di informatica, e naturalmente è soprattutto di loro che mi sono sempre interessato. Guardiamo però ai fatti: quando si parla di alfabetizzazione digitale, si parla soprattutto della velocità con cui i ragazzi sanno appropriarsi dei codici d&#039;uso della nuova tecnologia, e non tanto o non solo del PC. Questo significa che la loro &quot;ecologia cognitiva&quot; è sempre più distante da quella della nostra preparazione didattica di base. E&#039; vero che non tutti hanno il computer, ma è anche vero che tutti sanno come appropriarsi con faciklità di ogni genere di pulsantiera e consolle, e di reagire agli stimoli dei gadget coin una rapidità che non ha nulla a che vedere con la riflessione di un apprendimento critico. Questo è ciò che volevo dire. Ed è anche vero che insegnanti come noi (alfabetizzati e consapevoli del senso di una nuova didattica) non ce ne sono molti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara collega, devi avere pazienza&#8230; mi sono lasciato trasportare dall&#8217;ira, cosa che in un blog può anche starci, ma che naturalmente si presta ad equivoci poco simpatici. Naturalmente ho anch&#8217;io ragazzi che devono alla scuola quello che sanno di informatica, e naturalmente è soprattutto di loro che mi sono sempre interessato. Guardiamo però ai fatti: quando si parla di alfabetizzazione digitale, si parla soprattutto della velocità con cui i ragazzi sanno appropriarsi dei codici d&#8217;uso della nuova tecnologia, e non tanto o non solo del PC. Questo significa che la loro &#8220;ecologia cognitiva&#8221; è sempre più distante da quella della nostra preparazione didattica di base. E&#8217; vero che non tutti hanno il computer, ma è anche vero che tutti sanno come appropriarsi con faciklità di ogni genere di pulsantiera e consolle, e di reagire agli stimoli dei gadget coin una rapidità che non ha nulla a che vedere con la riflessione di un apprendimento critico. Questo è ciò che volevo dire. Ed è anche vero che insegnanti come noi (alfabetizzati e consapevoli del senso di una nuova didattica) non ce ne sono molti.</p>
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		<title>By: LaProf</title>
		<link>http://chatel.bibienne.net/2009/02/23/timeo-danaos-et-dona-ferentes/comment-page-1/#comment-4</link>
		<dc:creator>LaProf</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 21:22:56 +0000</pubDate>
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		<description>Ho una classe (terza) di venticinque alunni, maschi e femmine. Otto possiedono un computer con collegamento a Internet al quale possono accedere quando vogliono; nove possiedono un computer in casa, ma senza collegamento a Internet; uno accede al computer a casa di uno zio; sei non hanno il computer. 
Se non ci fosse stata la scuola che in questi tre anni li ha messi a contatto con il mezzo informatico in un certo modo, con un insegnante che si è preso la briga di portarli in laboratorio da solo contro 25, i sette senza computer non saprebbero ancora come usarlo; i nove col computer saprebbero soltanto smanettare coi videogiochi o fare disegni scemi con Paint; i rimanenti saprebbero probabilmente scaricare un vido porno ma non effettuare una webquest.
Non è che è poi così negativo, insegnare informatica a scuola.
Detto questo: informatica è una nuova materia, c&#039;è in pagella, ma l&#039;insegnante di educazione tecnica che dovrebbe occuparsene vedrà diminuire ancora le ore. Da una parte si butta sabbia negli occhi delle persone con le parole, dall&#039;altra si toglie la terra sotto i  piedi coi fatti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho una classe (terza) di venticinque alunni, maschi e femmine. Otto possiedono un computer con collegamento a Internet al quale possono accedere quando vogliono; nove possiedono un computer in casa, ma senza collegamento a Internet; uno accede al computer a casa di uno zio; sei non hanno il computer.<br />
Se non ci fosse stata la scuola che in questi tre anni li ha messi a contatto con il mezzo informatico in un certo modo, con un insegnante che si è preso la briga di portarli in laboratorio da solo contro 25, i sette senza computer non saprebbero ancora come usarlo; i nove col computer saprebbero soltanto smanettare coi videogiochi o fare disegni scemi con Paint; i rimanenti saprebbero probabilmente scaricare un vido porno ma non effettuare una webquest.<br />
Non è che è poi così negativo, insegnare informatica a scuola.<br />
Detto questo: informatica è una nuova materia, c&#8217;è in pagella, ma l&#8217;insegnante di educazione tecnica che dovrebbe occuparsene vedrà diminuire ancora le ore. Da una parte si butta sabbia negli occhi delle persone con le parole, dall&#8217;altra si toglie la terra sotto i  piedi coi fatti.</p>
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		<title>By: Maurizio Chatel</title>
		<link>http://chatel.bibienne.net/2009/02/23/timeo-danaos-et-dona-ferentes/comment-page-1/#comment-3</link>
		<dc:creator>Maurizio Chatel</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 18:21:30 +0000</pubDate>
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		<description>OK... Magari hai anche ragione, ma la mano che taglia ha la sua importanza. Voglio dire: c&#039;è differenza tra il potare e lo strappare, tra estirpare le erbacce e il fare terra bruciata. Sia chiaro, per finire, che non sto certo &quot;dalla parte&quot; degli insegnanti; trovo solo supremamente idiota l&#039;incoerenza di certi provvedimenti, o meglio: il loro velato significato. Detto questo, diamoci da fare...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>OK&#8230; Magari hai anche ragione, ma la mano che taglia ha la sua importanza. Voglio dire: c&#8217;è differenza tra il potare e lo strappare, tra estirpare le erbacce e il fare terra bruciata. Sia chiaro, per finire, che non sto certo &#8220;dalla parte&#8221; degli insegnanti; trovo solo supremamente idiota l&#8217;incoerenza di certi provvedimenti, o meglio: il loro velato significato. Detto questo, diamoci da fare&#8230;</p>
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		<title>By: Mario Guaraldi</title>
		<link>http://chatel.bibienne.net/2009/02/23/timeo-danaos-et-dona-ferentes/comment-page-1/#comment-2</link>
		<dc:creator>Mario Guaraldi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 16:07:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://chatel.bibienne.net/?p=27#comment-2</guid>
		<description>Caro Maurizio, sai che ti dico? Io agli insegnanti che insegnano informatica a scuola ho sempre creduto poco, poco male dunque se li tagliano. Anzi, sarei per il professore unico anche alle superiori ! Nel nuovo continente, &quot;oltre Gutenberg&quot;,  si arriva per definizione con le pezze ai piedi e i pidocchi in testa. E i ragazzini, poveri ragazzi di strada virtuale, ci arriveranno smanettando videogiochi molto più convincenti , quanto a capacità didattica, della loro patinata antologia. Siamo migranti.  La nostra &quot;mission&quot; nel continente digitale è: dimmi che tipo di libro pre-vedi per una scuola franata sotto il peso dei peggiori libri scolastici (di carta) prodotti da editori democratici e progressisti negli ultimi trent&#039;anni...e ti dirò chi sei.  La trippa, caro Chatel, se la sono mangiata in buona parte questi nostri colleghi !</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Maurizio, sai che ti dico? Io agli insegnanti che insegnano informatica a scuola ho sempre creduto poco, poco male dunque se li tagliano. Anzi, sarei per il professore unico anche alle superiori ! Nel nuovo continente, &#8220;oltre Gutenberg&#8221;,  si arriva per definizione con le pezze ai piedi e i pidocchi in testa. E i ragazzini, poveri ragazzi di strada virtuale, ci arriveranno smanettando videogiochi molto più convincenti , quanto a capacità didattica, della loro patinata antologia. Siamo migranti.  La nostra &#8220;mission&#8221; nel continente digitale è: dimmi che tipo di libro pre-vedi per una scuola franata sotto il peso dei peggiori libri scolastici (di carta) prodotti da editori democratici e progressisti negli ultimi trent&#8217;anni&#8230;e ti dirò chi sei.  La trippa, caro Chatel, se la sono mangiata in buona parte questi nostri colleghi !</p>
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