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Il Vaticano e l’università sunnita al-Azhar del Cairo hanno scritto una nota congiunta, auspicando: che i testi scolastici siano riveduti … “affinché non contengano materiale che possa offendere i sentimenti religiosi di altri credenti, a volte attraverso una presentazione errata di dogmi, di visioni etiche o di ricostruzioni storiche di altre religioni”.
Sto lavorando fianco a fianco con un noto islamista italiano, docente a Napoli e autore di innumerevoli saggi (ma lo potete trovare anche su Wikipedia), e ne sto ammirando la profonda passione per il mondo arabo e la sua cultura. Non ho mai pensato di affidare a un musulmano, per il mio manuale scolastico di storia, la stesura di una storia dell’Islam, né darei a un Israeliano l’incarico di scrivermi la storia del popolo ebraico. E questo per un semplicissimo motivo: perché non c’è da fidarsi né degli uni né degli altri, in merito a obiettività. Così come non chiederei a un sacerdote cattolico di scrivermi la storia della Chiesa.
Non vengano, tutti questi signori, a predicare di equilibri, verità storiche, obiettività, sensibilità …. Non ho neppure la voglia di scherzare, quando tocco questo argomento. Heidegger è morto dicendo che “solo un dio ci può salvare” … ma neppure lui probabilmente sapeva di quale religione.

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  Maurizio Chatel

Maurizio Chatel è il responsabile dell’area umanistica della BBN, curatore di collana e autore di testi di storia e filosofia. Insegna al liceo, ma non è per questo che è stanco, anzi... la depressione lo afferra quando cominciano a volteggiare per i corridoi della scuola i rappresentanti delle “grandi” case editrici. Per questo motivo ha raccolto la sfida di Noa Carpignano, facendosi carico di una missione impossibile. Nei momenti liberi rilascia interviste e va in cerca di grane.
Malgrado tutti questi difetti, ai suoi allievi piace così com’è.