Jul
22

Il lavoro in comune.

postato da Maurizio Chatel in Didattica

La collaborazione con Maria Grazia Fiore mi stimola ad una riflessione storica piuttosto interessante. Sono 35 anni che insegno, e di stagioni ne ho viste. Negli anni Settanta la ricerca didattica e i gruppi di lavoro tra docenti erano ovviamente esperienze in corpore vili, collettivi ideologici e rumorosi organizzati all’interno dell’istituto, tra un’occupazione e un’autogestione studentesca, tra risme di fotocopie e volumi di sociologia inaccessibili faticosamente mediati agli studenti. Il confronto era faccia a faccia tra intellettuali engagé, con produzione di lunghi documenti programmatici e piani di lavoro che tendevano a fare dell’insegnamento una palestra di formazione civile quando non immediatamente politica. Poi tutto si è progressivamente trasformato in forme di più sofisticata sperimentazione: venne l’epoca dello strutturalismo “a tutti i costi”, e la semiologia pretese il suo rituale sacrificale, con intere generazioni di studenti passate alla graticola dell’analisi del testo. Ancora per poco, la ricerca didattica si giocò nel confronto diretto tra persone appartenenti allo stesso milieu professionale: ma indubbiamente furono gli istituti tecnici a guidare la sperimentazione sul campo, alla ricerca di un rapporto più diretto con la realtà storica. Dalla metà degli anni Ottanta tutto è finito. Almeno nella scuola superiore. Il riflusso nel privato e il disincanto per un’istituzione sempre più saccagnata dalla politica hanno avuto la meglio, e di ricerca non s’è più parlato.
Adesso si riparte, anche se a guidare lo sparuto drappello degli apprendisti stregoni sono sempre le scuole primarie, e se nell’ambito del particulare prevalgono i “progetti”, tesi soprattutto a fare cassa a favore di scuole sempre più indigenti. Ma il terreno di confronto non sono più le aule e le fotocopie, ma il WEB e i blog. A parlarsi e a scambiarsi esperienze non sono neppure più i “colleghi di scuola”, quelli che si incontrano quotidianamente di fronte allo stesso tipo di udienza, ma genericamente “insegnanti”, persone a volte senza volto provenienti dai luoghi più diversi e portatori di esperienze molto lontane tra loro. Questo è un elemento su cui riflettere. Come ogni esperienza, anche questa porta con sé elementi positivi e negativi; prima di spingersi troppo oltre, vale la pena di prendere consapevolezza sia degli uni che degli altri, per separare, fin che si è in tempo, “il grano dal loglio”.

2 Responses to “Il lavoro in comune.”

  1. Maria Grazia
    July 22nd, 2009 @ 2:35 pm

    Messa così non so come risponderti :-) Al momento posso solo dirti che sto dando fondo alle ultime forze per la messa a punto tecnica della piattaforma e una prima selezione degli strumenti di possibile utilizzo. E c’è già chi dietro le quinte mi sta dando una mano in tal senso.
    Fuori dalla Rete, continuo a cercare e ad intessere relazioni. Ho deciso di lavorare a porte aperte ed inaugurare così un informale periodo di familiarizzazione con lo spazio di discussione e lavoro, che partirà ufficialmente a settembre.
    Lascerò – prima di stramazzare :-D – indicazioni in merito, in maniera da soddisfare le giuste esigenze di chiarimento.
    E’ un Progetto (di quelli con la P maiuscola ;-) ) complesso. Confido nella vostra fiducia in me (e in un po’ di pazienza).
    Del resto ne discutiamo dopo. :-)

  2. Maurizio Chatel
    July 23rd, 2009 @ 2:00 pm

    La fiducia c’è, e la pazienza non manca. Quello che non c’è, è il rimpianto per i tempi andati. L’unica nota dolente è il fatto che, con questi strumenti di lavoro (il WEB e i suoi derivati), quasi sempre diventa difficile vedere i risultati del lavoro con i propri allievi. Il materiale si diffonde (si dissemina?), ma nel contesto particolare ti sembra sempre che non lasci il segno. non so se capita anche agli altri, ma in tutte le scuole in cui ho insegnato, mi sono sempre trovato solo a sperimentare col digitale. Ma questo non è certamente una scusa sufficiente per rinunciare… aspetto notizie…

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  Maurizio Chatel

Maurizio Chatel è il responsabile dell’area umanistica della BBN, curatore di collana e autore di testi di storia e filosofia. Insegna al liceo, ma non è per questo che è stanco, anzi... la depressione lo afferra quando cominciano a volteggiare per i corridoi della scuola i rappresentanti delle “grandi” case editrici. Per questo motivo ha raccolto la sfida di Noa Carpignano, facendosi carico di una missione impossibile. Nei momenti liberi rilascia interviste e va in cerca di grane.
Malgrado tutti questi difetti, ai suoi allievi piace così com’è.