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Ambienti d’apprendimento
postato da Maurizio Chatel in Testi digitali
Se e-book è ormai un termine screditato, è per l’immobilità che sempre i fatti hanno rispetto alle idee. Il WEB è un formidabile acceleratore di particelle: ognuno mette il suo fotone in rete, e la rete cattura tutte le particelle creando una risonanza energetica che ha un valore di grandezza incommensurabile rispetto al singolo contributo. È inutile quindi affezionarsi alle proprie fatiche intellettuali, poiché queste hanno la durata di un battito di ciglia nel perenne flusso della cibersfera.
In questo stato di cose, più che creare oggetti conviene quindi creare ambienti, ovvero piccoli acceleratori di idee capaci di generare flussi continui di energia creativa a partire da una piccola quantità di materia originaria. Se il WEB è l’Anello degli anelli (il CERN delle idee), occorre moltiplicare in piccolo lo stesso principio fisico-creativo, affinché il proprio lavoro non si disperda e non venga snaturato dalla forza schiacciante del “signore degli anelli”.
Creare un ambiente è possibile attraverso un processo sommativo di risorse e di esperienze. Innanzitutto occorre un luogo d’incontro (virtuale), che funga da Ingresso principale attraverso cui i singoli operatori si dispongano in relazione reciproca: il FORUM offre un primo livello di socializzazione, quello delle presentazioni e degli incontri estemporanei per il continuo riallacciamento dei contatti. I Servizi devono essere garantiti per la sopravvivenza fisica dell’esercizio: accessibilità controllata, rifornimento costante di risorse tecniche sempre aggiornate, smaltimento dei rifiuti, il tutto grazie a un preciso coordinamento delle competenze, anche se non è escluso che la corvée sia garantita da un democratico principio di rotazione. Le stanze devono essere funzionali e non in numero eccessivo; innanzi tutto lo Studio, dove hanno luogo i processi di assemblaggio dei materiali; poi Biblioteca e Archivio, la prima costituita da un semplice accesso alla rete generale, il secondo come ambiente protetto di conservazione dei dati sensibili. È superfluo aggiungere che in un tale ambiente manca la Camera da letto: chi non si trattiene può frequentare in assoluto incognito i bordelli dei dintorni.
I materiali provengono dall’umile lavoro del singolo, briciole di idee che l’Ambiente metabolizza immediatamente trasformandole e depurandole; ma a questo processo di metabolizzazione comunque il singolo è chiamato a partecipare, e può seguire, anche se a malincuore, il percorso di trasformazione del proprio contributo verso il suo esito finale, che è comunque sempre un’altra cosa, pur conservando tracce dei componenti originali. L’Ambiente è infatti ancora troppo piccolo per poter alterare in modo profondo la qualità dei singoli contributi, ma tuttavia già abbastanza potente da generare un prodotto capace di resistere alla forza di attrazione disgregatrice del WEB almeno per qualche mese. Entro tale lasso di tempo, l’Ambiente dev’essere in grado di sottrarre i propri prodotti alla forza di gravità del grande Anello rinnovandoli e riadattandoli, in un ciclo produttivo di cui nessuno può prevedere la fine.
Il progresso tecnologico sta trasformando l’umanità in un formicaio, che forse è un habitat migliore della giungla in cui tuttora ci dibattiamo.
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Maurizio Chatel è il responsabile dell’area umanistica della BBN, curatore di collana e autore di testi di storia e filosofia. Insegna al liceo, ma non è per questo che è stanco, anzi... la depressione lo afferra quando cominciano a volteggiare per i corridoi della scuola i rappresentanti delle “grandi” case editrici. Per questo motivo ha raccolto la sfida di Noa Carpignano, facendosi carico di una missione impossibile. Nei momenti liberi rilascia 