20
Liberali o fascisti?
postato da Maurizio Chatel in Epigrammi
Il passaggio dallo Stato liberale allo Stato totalitario ed autoritario si compie sulla base dello stesso ordine sociale. Tenendo presente questa base economica unitaria, si può dire che sia il liberalismo stesso a “generare” lo Stato totalitario ed autoritario, che ne è il perfezionamento in uno stadio avanzato dello sviluppo. Lo stato totalitario ed autoritario fornisce l’organizzazione e la teoria della società che corrispondono allo stadio monopolistico del capitalismo.
Herbert Marcuse, La lotta contro il liberalismo nella concezione totalitaria dello Stato.
22
Libertà di lavorare?
postato da Maurizio Chatel in Polemiche
Gli studenti italiani “potranno” lasciare la scuola dell’obbligo a quindici anni per seguire un corso di formazione professionale, magari come camerieri o telefonisti di call-center. Questa la nuova idea di scuola emersa dalla fucina del centrodestra. Naturalmente l’accento va posto sul verbo “potranno”. Non si intende affatto ledere l’obbligo/diritto allo studio fino ai sedici anni; casomai è una possibilità in più offerta, in quest’aria di crisi, ai giovani che si affacciano sul mondo del lavoro.
Mentre ascolto sbalordito questa ennesima “buona notizia” che si abbatte sul mondo della scuola italiana, penso ai racconti dei miei allievi di ritorno da esperienze di studio all’estero. E in particolare dai paesi di cultura anglo-sassone, come l’Australia. Naturalmente i miei studenti appartengono all’elite privilegiata dei liceali, che di lasciare la scuola a quindici anno non se lo possono permettere. Ma, detto questo per chiarezza, torniamo ai loro incredibili racconti.
Sei mesi di studio negli USA o in Australia sono una bella esperienza. Un pochino costosa, ma decisamente emozionante. Peccato che al loro rientro, questi ragazzi, oltre ad un inglese perfetto, non portino con sé altro bagaglio che un grande desiderio di rimettersi a studiare. E pensare che nei prestigiosi college anglofoni vige da tempo la pratica ipotizzata dal ministro Sacconi: i programmi di studio “liceali” di quelle lande infatti prevedono, oltre a una veloce infarinatura di matematica, letteratura, biologia e pallacanestro, una pletora di “discipline” opzionali che vanno dal cucito alla culinaria – nel senso di imparare a cuocere un Hot Dog -, dall’informatica – alfabetizzazione ai programmi Microsoft – alla meccanica – nel senso di apprendista di un qualche meccanico dei paraggi. Naturalmente il tutto va contestualizzato alle diverse abitudini socio-economiche dei paesi in questione. Si sa che da sempre, in America, i bambini fanno qualche lavoretto per raggranellare gli spiccioli per il cinema o il gelato: portare i giornali, fare i dog-sitter, verniciare le palizzate dei vicini … ma si sa anche che, da sempre, quando uno studente italiano capita in un’università yankee, fa la figura di un marziano capitato per sbaglio in un asilo infantile. Certo non è palestrato come i poderosi figli della generosa America, ma almeno sa com’è fatto un libro e, soprattutto, come si usa.
Scherziaparte, la nostra sana abitudine di sputare nel piatto che ci nutre non conosce limiti, e il desiderio di imitare i difetti altrui ci porterà sempre più lontano. L’idea che incoraggiare la cultura e la crescita intellettuale sia una baggianata ha ormai messo radici profonde anche da noi, e il pensiero che allontanare i giovani dalla scuola sia per essi una “grande opportunità” pare non essere neppure il fondo del barile che i nostri ministri stanno raschiando da anni. D’altronde, per questa classe dirigente, un popolo analfabeta è l’unico investimento che conti, ai fini di una sua indefinita permanenza al potere.
Maurizio Chatel è il responsabile dell’area umanistica della BBN, curatore di collana e autore di testi di storia e filosofia. Insegna al liceo, ma non è per questo che è stanco, anzi... la depressione lo afferra quando cominciano a volteggiare per i corridoi della scuola i rappresentanti delle “grandi” case editrici. Per questo motivo ha raccolto la sfida di Noa Carpignano, facendosi carico di una missione impossibile. Nei momenti liberi rilascia 