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	<title>Insegnare stanca... &#187; crisi</title>
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		<title>Dove va la scuola italiana?</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2009 13:42:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Chatel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Epigrammi]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[scuola italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Notre vie est un voyage Dans l’hiver et dans la nuit Nous cherchons notre passage Dans le ciel où rien ne luit Canzone delle Guardie svizzere 1793 Comincio col celebre esergo che apre il terribile Viaggio al termine della notte di Céline. Tradotto, suona: la nostra vita è un viaggio nell’inverno e nella notte; cerchiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Notre vie est un voyage<br />
Dans l’hiver et dans la nuit<br />
Nous cherchons notre passage<br />
Dans le ciel où rien ne luit</em></p>
<p>Canzone delle Guardie svizzere 1793</p>
<p>Comincio col celebre esergo che apre il terribile <em>Viaggio al termine della notte</em> di Céline. Tradotto,  suona: la nostra vita è un viaggio nell’inverno e nella notte; cerchiamo la strada in un cielo in cui non c’è luce. </p>
<p> Le stelle polari sono corpi freddi e lontani, e non sono fatte per indicare una meta, perché le mete sono sempre frutto dell’immaginazione di chi viaggia. Ancora Céline: “Il viaggio che ci è dato è interamente immaginario. Ecco la sua forza”. Senza una meta non si va da nessuna parte, ma non c’è meta da nessuna parte. Bisogna dunque viaggiare, perché non abbiamo altra possibilità che questa. Ma è inutile esaurire le proprie forze nello scrutare un cielo muto. </p>
<p>Concludo con un altro celebre motto: “Chi ha orecchie per intendere, intenda”. </p>
]]></content:encoded>
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